Esportare non è vendere lontano. È vendere a condizioni diverse.
Dazi, trasporto, sconto di rete, requisiti di conformità: ogni mercato riscrive il conto economico di un prodotto. Il lavoro comincia da lì.
La quota prevista per le imprese con sede operativa nel Mezzogiorno sulle linee di sostegno all’internazionalizzazione.
Europa continentale e Spagna, area nordica, Regno Unito, Nord America e Golfo. Selezionati per domanda, canali e complessità doganale.
Dall’analisi di prontezza alla gestione continuativa dei mercati aperti, attivabili singolarmente o in sequenza.
Otto mercati, un criterio solo.
Domanda reale di prodotto italiano, accessibilità dei canali distributivi, complessità doganale sostenibile. I mercati non si scelgono per simpatia: si scelgono per struttura.
Paesi Bassi e Belgio
Mercato di primo accesso. Importatori strutturati, logistica efficiente, funzione di hub verso il resto d’Europa.
Germania
Il mercato europeo più grande e il più esigente sulla documentazione di fornitura.
Spagna
Vicina per cultura alimentare, con ristorazione italiana diffusa. Produzione locale forte in olio e vino: si entra con prodotti distintivi.
Paesi nordici
Volumi contenuti, marginalità elevata, forte attenzione a certificazioni e tracciabilità.
Regno Unito
Domanda consolidata. Il regime doganale post-Brexit richiede preparazione documentale specifica.
Stati Uniti
Mercato ampio e frammentato, soggetto ai requisiti FDA. L’accesso si imposta per canale o per area.
Canada
L’accordo CETA riduce o azzera i dazi sulla maggior parte dei prodotti agroalimentari europei. Richiede etichettatura bilingue e conformità ai requisiti CFIA.
Emirati Arabi Uniti
Porta d’accesso al Golfo. Retail premium e ristorazione, certificazioni halal.
Commerciale
Canale B2B in Italia
Posizionamento e struttura di listino per la vendita alle imprese, individuazione dei canali di destinazione e costruzione della rete di contatti commerciali.
Gestione LinkedIn
Pagina aziendale e profili dei referenti, piano editoriale, contenuti e sviluppo organico della rete di contatti qualificati. Nessuna automazione.
Requisiti ESG: la nuova condizione di fornitura.
La grande distribuzione e i gruppi soggetti agli obblighi europei di rendicontazione chiedono ai propri fornitori informazioni ambientali, sociali e di governance. Sempre più spesso la qualità della risposta decide l’ingresso nei listini, in particolare nei mercati del Nord Europa.
Ambiente
Consumi energetici, emissioni, imballaggi e gestione dei rifiuti.
Sociale
Condizioni di lavoro, salute e sicurezza, responsabilità lungo la filiera.
Governance
Etica d’impresa, controlli interni, tracciabilità delle forniture.
Il percorso si integra con l’attività export: i requisiti ESG vengono affrontati prima della presentazione ai buyer, non dopo la loro richiesta.
Verificare i requisitiUna prima valutazione del potenziale export.
Cinque minuti, quindici domande: dove può arrivare il suo prodotto e cosa serve per arrivarci.
